Della vis fisica e del suo necessario mantenimento (ri-flessioni con Cristina Donà)
So che un braccio dopo l’altro
porterò a destinazione
questo corpo calpestato
dalle mie rigide mancanze.
Ho attraversato giorni da diluvio universale,
ora so scivolare sull’acqua, è una questione orizzontale.
Ci pensavo prima, galoppando sul tapis roulant, a quanto all'unusquisque homo non possa mai riuscire di sfuggire alla sua condizione di faber fortunae suae. Correvo, controllando le pulsazioni e aumentando sempre la velocità di qualche punto per continuare a mantenermi in tensione. Lo sforzo inizia a cedere il passo all'allenamento e la fatica sembra quasi quietarsi per qualche istante mentre mi guardo riflessa nei mille specchi della sala. Visione frontale, il mio volto contratto, le braccia in movimento, la clavicola piacevolmente in vista, ma ora circondata da un fascio di muscoli in evidenza. Visione laterale, il medesimo movimento degli arti superiori e la falcata di quelli inferiori, le cosce che acquisiscono lentamente vigore, i polpacci contratti in un calembour di movimento che mi instilla soddisfazione. Non pensavo di poter mai proferire simili parole...Mi sovviene un'intervista
a Gianna Nannini letta mille anni fa, al termine di una corsa la nostra beneamata e santissima giannissima da siena diceva di essere riuscita a sostituire le droghe con la corsa per la sensazione unica che quest'ultima regala.
La ruota davanti m’implora di non insistere con la pressione.
Il cuore sul manubrio
sembra pronto a decollare.
Hai trasformato pianure in salite devastanti,
ora tornerò a sognare coi miei occhi scintillanti.
Aumento la distanza, il vantaggio su di te
e non aspetto che qualcun altro provveda.
Dopo il tapis roulant è il momento della bike, venti minuti con gli occhi chiusi e un sottofondo che sappia dare la carica adeguata per spingere al massimo... Oggi mi hanno accompagnata Public Enemy ,2Pac, Gangstarr e Mecca Don & the Soul Brother...giusto per ricordarmi che un viaggiatore vive ovunque e, al contempo, in nessun luogo. (-73). Continuo incessantemente a percorrere il tragitto iniziato anni fa, mi sono scoperta molto più forte di quanto credessi, mi trovo nuova e pur sempre la medesima, ogni gesto è un cancellare ciò che di me non ho desiderato restasse presente.
I piedi toccano terra, comincerà la resurrezione.
E’ l’ultima parte di fuga, vedo la polvere che si solleva.
Fuori da un passato confuso con dentro l’alibi di una visione,
continuerò la corsa, ma non sono più preda.