Siena mi fé, disfecemi Maremma.
Sto ascoltando il nuovo album di Giannissima, incentrato sulla figura di Pia de'Tolomei, proprio come ce la narrò Dante, proprio come la studiai illo tempore sui libri di scuola. Francesca/Pia/Beatrice, le tre donne della Commedia. Tuttora non riesco a capire le rimostranze di chi non apprezza quest'opera, ricca di allegorie, croce e delizia di ogni classicista. Certo, non è facile confrontarsi con Dante, ma lo studio matto e disperatissimo è proprio questo, sono queste le letture che aprono la mente. In realtà lo si capisce dopo aver terminato gli studi, quando la differenza tra la propria e l'altrui cultura è tangibile, quando ci si accorge dei lemmi imparati, delle etimologie, di quanto in realtà sia stato utile studiare i superlativi di
kalòs a memoria. Il liceo è stato in fondo una scuola di vita, oltre che di
artes sermocinales et reales (con qualche riserva, la musica l'ho studiata infatti per conto mio). Studiare le vite di uomini probi mi ha fornito dei modelli di vita., studiare il greco mi è stato sicuramente più utile di studiare qualche lingua moderna da dimenticare in cinque minuti; nonostante tutte le mie lamentele e amarezze non posso che essere grata al liceo per ciò che mi ha lasciato.
Perdonatemi l'
excursus...Si parlava di Dante. Dante maestro di vita e Dante in fondo così insicuro e impacciato nella sua vita. Dante, che mi ha fatta commuovere fino alle lacrime più volte per i suoi versi pregni di passione, per i quadri indimenticabili dipinti a voce, per le sue terzine dalla cadenza impeccabile, per quei versi, presi qua e là, che sono scolpiti nella mia memoria. In fondo trascorrere il tempo così, nell'aere, a leggere di storie perse tra mito e realtà, è certamente meglio che stare aggrappati alla mediocre realtà di una vita in fondo sempre uguale.
Mi chiedo dunque se sentimenti così forti e disperati siano ancora esistenti oggi, dove tutto è mercificazione di sé, finzione, incapacità di purezza.
Voglio credere che davvero non sia tutto perduto, poiché ciò a cui assisto
cotidie mi fa pensare ancora che "perduto è tutto il tempo che in amar non si spende" proprio come Tasso nell'Aminta.
Quali colombe dal disio chiamate
Con l'ali alzate e ferma al dolce nido
Vegnon per l'aere dal voler portate
Cotali uscir de la schiera ov'è Dido
Sì forte fu l'affettuoso grido.