Chi Sono

Indirizzo portoghese: il mio blog sul Portogallo (e anche sul futuro Erasmus a Coimbra)

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Scelti dalla vita per la vita 

Utente: narcisadivetro
About me: - vivo in Friuli, ma sono al momento in Erasmus a Coimbra - ho 21 anni ancora per qualche mese - sono una giurisprudente - nicotinicamente mi svago da parecchi anni - sono fortemente interista e fortemente di sinistra - sono epicurea - ho in mente tre tatuaggi...λάθε βιώσας, γνῶθι σεαυτόν e Μηδέν άγαν, i precetti della cultura occidentale - I am an English fanatic - "Benedicat vos omnipotens Logos: Pater Pythagoras, Filius Archimedes, et Spiritus Sanctus Newtonius"


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The Freewheelin' Jilla
Take me on a trip upon your magic swirlin' ship,
My senses have been stripped, my hands can't feel to grip,
My toes too numb to step, wait only for my boot heels
To be wanderin'.
I'm ready to go anywhere, I'm ready for to fade
Into my own parade, cast your dancing spell my way,
I promise to go under it.
Take me disappearin' through the smoke rings of my mind,
Down the foggy ruins of time, far past the frozen leaves,
The haunted, frightened trees, out to the windy beach,
Far from the twisted reach of crazy sorrow.
Yes, to dance beneath the diamond sky with one hand waving free,
Silhouetted by the sea, circled by the circus sands,
With all memory and fate driven deep beneath the waves,
Let me forget about today until tomorrow.
O sogni o visioni qualcosa la prese e si mise a pensare;

Sentì che era un punto al limite di un continente,

Sentì che era un niente, l'Atlantico immenso di fronte.
"E assim nas calhas de roda gira, a entreter a razão, esse comboio de corda que se chama coração"
 
giovedì, 31 maggio 2007


Visto ieri sera. Bello!
Scritto da: narcisadivetro alle ore 16:18 | link | commenti (3) | Categoria:
mercoledì, 30 maggio 2007
I wanna give you some love I wanna give you some good good lovin'
Scritto da: narcisadivetro alle ore 10:32 | link | commenti | Categoria:
martedì, 29 maggio 2007


Well I'm walkin' down that long, lonesome road, babe
Where I'm bound I can't tell
But goodbye is too good a word, babe
So I'll just say fare thee well
(Bob Dylan)
Scritto da: narcisadivetro alle ore 21:28 | link | commenti (6) | Categoria:
lunedì, 28 maggio 2007
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti

come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere


Leggere questi frammenti di liriche di De Andrè mi rende immediatamente nebulosa e tremula dal pianto. Ho molto da comunicare stasera, ho anche un lungo ripasso da portare a termine ma non saranno dieci minuti a variare la situazione. Giorno dopo giorno mi trovo a pensare, pensare e pensare ancora, logorarmi di pensieri ormai lisi, ripercorrere quella cartina mentale con un percorso ormai fatto di solchi.  Mi sono sempre chiesta fino a che punto ogni essere umano possa essere considerato simile a un altro, mi sono chiesta se le altre persone arrivino alle mie stesse conclusioni e se i miei pensieri siano più vicini a quelli del Papa o di Ted Bundy. Mi incuriosisce questo, mi perdo spesso nell'eterno ritorno di questa domanda che non trova una risposta, mi preme sapere se aldilà degli spiriti settari - che in fondo contraddistinguono tutti indifferentemente - i miei pensieri possano considerarsi usuali, nella loro normalità. Mi rendo conto dell'aberrante infantilismo di questo quesito, ma d'altronde la filosofia ci ha insegnato che proprio le domande più elementari sono quelle che giacciono tuttora irrisposte...Chi sono? Da dove vengo? Perché sono? e, per interpretazione estensiva, Perché sono così difforme rispetto ai miei coetanei? Qual è la discriminante? Esiste qualcuno in cui rispecchiarmi?
L'esigenza di identità in un'alterità è celebrata sin dai tempi di Socrate/Platone, nel mito dell'androgino. E' una necessità ineludibile, una ricerca insaziabile che in fondo va ben oltre la corrispondenza di amorosi sensi. Le parole inutili si dissolvono, rimangono frasi sporadiche che luccicano come diamanti su un anello d'oro. Coltivare un rapporto che si arroga queste caratteristiche porta indubbiamente all'incomprensione generale e allo scherno. Non mi interessa la pan-comprensione della mia persona e delle mie scelte, Pessoa e i suoi figli Bluvertigo ci insegnano che essere compresi vuol dire prostituirsi, ciò che mi indispettisce è la sicumera con cui alcuni esseri si fingono forieri di grandi verità, predicando da un pulpito che in fondo è una cassa d'arance rovesciata. Non provo cristianamente compassione, homo unusquisque faber fortunae suae, dunque non nascondo la piacevole indifferenza per i ripetuti fallimenti di disonesti omuncoli e donnicciole di bassa levatura. Non concedo a terzi molte giustificazioni in quanto a me vengono raramente concesse (cacofonico, lo so.). Scrivere mi rilassa molto, mi permette di lasciar sgorgare la fonte dei miei pensieri, articolarli ed ordinarli mellifluamente.
Stream of consciousness
Scritto da: narcisadivetro alle ore 22:05 | link | commenti (6) | Categoria:
domenica, 27 maggio 2007
Ognuno cammina inesorabilmente verso il compimento del proprio destino, auspicabilmente conscio dei propri pregi e limiti: sono ben capace di inanellare parole, questa è una mia dote, ma non è necessario farlo quando i fatti e i volti sono confortanti. Ormai rido indispettita dell'altrui miserabile capacità di friggere aria, fingendosi oltremodo intellettuale e caparbio. Lascio i terzi ai loro miseri trucchetti, io mi tolgo da qualsiasi gioco perché, come leggerete più sotto, mi trovo a corto di furfanterie, io, viaggiatrice di malinconie (decisamente portoghesi).



Non rimpiango le cose che non ho, oh no,
sono molte, molte di più quelle che ho;
da Viaggiatore di malinconie
mi trovo a corto di furfanterie:
le stelle della mia sera sono mie

Blumun, evanescente Blumun blu
Blumun, un po' invadente Blumun blu
Blumun, Blumun blu

(Roberto Vecchioni, homo mirabilis)
Scritto da: narcisadivetro alle ore 23:55 | link | commenti (5) | Categoria:
Siena mi fé, disfecemi Maremma.

Sto ascoltando il nuovo album di Giannissima, incentrato sulla figura di Pia de'Tolomei, proprio come ce la narrò Dante, proprio come la studiai illo tempore sui libri di scuola. Francesca/Pia/Beatrice, le tre donne della Commedia. Tuttora non riesco a capire le rimostranze di chi non apprezza quest'opera, ricca di allegorie, croce e delizia di ogni classicista. Certo, non è facile confrontarsi con Dante, ma lo studio matto e disperatissimo è proprio questo, sono queste le letture che aprono la mente. In realtà lo si capisce dopo aver terminato gli studi, quando la differenza tra la propria e l'altrui cultura è tangibile, quando ci si accorge dei lemmi imparati, delle etimologie, di quanto in realtà sia stato utile studiare i superlativi di kalòs a memoria. Il liceo è stato in fondo una scuola di vita, oltre che di artes sermocinales et reales (con qualche riserva, la musica l'ho studiata infatti per conto mio). Studiare le vite di uomini probi mi ha fornito dei modelli di vita., studiare il greco mi è stato sicuramente più utile di studiare qualche lingua moderna da dimenticare in cinque minuti; nonostante tutte le mie lamentele e amarezze non posso che essere grata al liceo per ciò che mi ha lasciato.
Perdonatemi l'excursus...Si parlava di Dante. Dante maestro di vita e Dante in fondo così insicuro e impacciato nella sua vita. Dante, che mi ha fatta commuovere fino alle lacrime più volte per i suoi versi pregni di passione, per i quadri indimenticabili dipinti a voce, per le sue terzine dalla cadenza impeccabile, per quei versi, presi qua e là, che sono scolpiti nella mia memoria. In fondo trascorrere il tempo così, nell'aere, a leggere di storie perse tra mito e realtà, è certamente meglio che stare aggrappati alla mediocre realtà di una vita in fondo sempre uguale.
Mi chiedo dunque se sentimenti così forti e disperati siano ancora esistenti oggi, dove tutto è mercificazione di sé, finzione, incapacità di purezza.
Voglio credere che davvero non sia tutto perduto, poiché ciò a cui assisto cotidie mi fa pensare ancora che "perduto è tutto il tempo che in amar non si spende" proprio come Tasso nell'Aminta.



Quali colombe dal disio chiamate
Con l'ali alzate e ferma al dolce nido
Vegnon per l'aere dal voler portate
Cotali uscir de la schiera ov'è Dido
Sì forte fu l'affettuoso grido.
Scritto da: narcisadivetro alle ore 12:59 | link | commenti (3) | Categoria:
domenica, 20 maggio 2007
Parliamo del tanto atteso (almeno, parlo per me) nuovo album del Dogo, Vile denaro.
Insomma, al primo ascolto mi sono presa abbastanza male perché ci si accorge subito che non è Penna capitale... Molto diverso anche da Mi fist, credo che dovrò ascoltarlo ancora un bel po' prima di capire se mi piace o no, anche se ho l'impressione che tra un po' mi entrerà dentro, la Furia mi sembra comunque in gran forma e alcune tracce sono accattivanti, mi lascia perplessa il singolo, ma staremo a vedere.
E poi chiaramente la vera prova sarà il live, quelli di Penna capitale sono stati davvero soddisfacenti e carichi.
E poi sono di MI, cazzo, la città dei miei sogni.

Scritto da: narcisadivetro alle ore 19:04 | link | commenti (12) | Categoria:
Colonna sonora della mia vita.
Scritto da: narcisadivetro alle ore 13:39 | link | commenti (5) | Categoria:
sabato, 19 maggio 2007


Henry Lee Lucas, morto nel 2001, ha ucciso più di duecento persone.
Scritto da: narcisadivetro alle ore 15:47 | link | commenti (2) | Categoria:
venerdì, 18 maggio 2007
Oggi ho voglia di scrivere.
Sto ascoltando "Shine on you crazy diamond" dei Pink Floyd e probabilmente quando finirò di scrivere la starò ancora ascoltando, dato che dura più di 25 minuti. Bell'ascolto, eh, per una che si è venduta ai quattro quarti?
Ho voglia di scrivere, dicevo, di scrivere sostanzialmente di me, cullata dai dolci riff che falcidiano il vuoto che mi avvolge, in questa stanza di strumenti ospite ultimamente di molti ragni.
E' stato giustamente osservato, recentemente, che sono cresciuta, maturata, sembro più sicura.

Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the crossfire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter,
come on you stranger, you legend, you martyr, and shine!


Giustamente, dico, perché del cambiamento ovviamente me ne sono accorta io per prima. Già, per molte cose sono meticolosa, faccio caso ai dettagli...Soprattutto quando si parla della mia persona. Rileggo la mia persona e ravviso i miglioramenti, i problemi risolti e le quaestiones che invece necessitano di un ulteriore labor limae (eccedo nei latinismi, abbiate pietà di una nostalgica classicista - fiera di esserlo, beninteso - che ha visto per anni il suo punto di forza nella scrittura, in un angoscioso mondo in cui cani, porci e peripatetiche ritengono che scrivere significhi nemmeno più prendere in mano una penna, ma battere tasti a caso).
Ho piacevolmente notato l'aumento vertiginoso della mia capacità di autodifendermi, del resto That which does not kill me can only make me stronger (concetto espresso da una marea di gente, ma così lo disse Tupac) e quindi sono ancora qui, più buona ma anche più stronza e magra di prima, pronta a tutto per difendere la mia persona e le mie conquiste.

venite a prendermi
salite sul quadrato
io vi aspetto
io non lo regalo il mio rispetto


Ve lo dice una che non si è mai venduta, né all'hip hop, né a qualche minuto di celebrità da concubina come panacea per le proprie mancanze o eccedenze, che dir si voglia. Ne sono sempre uscita con le mie forze, senza piagnucolare, per questo c'è chi anno dopo anno continua a stare pateticamente male, pontificando sulla propria immaginaria condizzione quando un onesto mea culpa sarebbe decisamente più polite e chi si gode la vita ubriacandosi senza riserve di Ginja a Lisboa.



Ecco, in realtà Shine on you crazy diamond è finita e sto ascoltando l'album raffigurato qui sopra.
Scritto da: narcisadivetro alle ore 20:42 | link | commenti (5) | Categoria: