Indirizzo portoghese: il mio blog sul Portogallo (e anche sul futuro Erasmus a Coimbra)
Ho preso la metro a:
Athinai
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Scelti dalla vita per la vita
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About me:
- vivo in Friuli, ma sono al momento in Erasmus a Coimbra
- ho 21 anni ancora per qualche mese
- sono una giurisprudente
- nicotinicamente mi svago da parecchi anni
- sono fortemente interista e fortemente di sinistra
- sono epicurea
- ho in mente tre tatuaggi...λάθε βιώσας, γνῶθι σεαυτόν e Μηδέν άγαν, i precetti della cultura occidentale
- I am an English fanatic
- "Benedicat vos omnipotens Logos: Pater Pythagoras, Filius Archimedes, et Spiritus Sanctus Newtonius"

O sogni o visioni qualcosa la prese e si mise a pensare; Sentì che era un punto al limite di un continente, Sentì che era un niente, l'Atlantico immenso di fronte.
Alibi che attenuano l’oscenità
Riflessa intorno alle bottiglie vuote
Dai suoi vent’anni opachi e rispettabili:
Così si sa che c’è qualcosa che non va.
HOW LONG AM I GOIN' TO SMILE WHEN I NEED TO SCREAM?

*Adesso tutto è calmo e niente muove l'aria*
Stanotte la passerò di nuovo sui libri, e sarà così fino a luglio. Poi una breve pausa, poi di nuovo studio per medicina. In fondo mi va bene così, solo che la stanchezza mi assale. Stanchezza universale. Inoltre mi trovo sempre inadatta nel gestire i rapporti. Mia madre [quale autorevole fonte...] dice che quando parlo con qualcuno assumo una serie infinita di tic.
E'.Tutto.Troppo.Difficile.
E'.Tutto.Troppo.Difficile.
E'.Tutto.Troppo.Difficile.
E'.Tutto.Troppo.Difficile.
E'.Tutto.Troppo.Difficile.
E'.Tutto.Troppo.Difficile.
In realtà sono io, sono io che non mi accontento mai, sono io che dico di aver bisogno di poco ma in realtà aspiro al tutto, sono io l'egoista, l'egotista, l'egocentrica, l'esibizionista, la dannunziana che talvolta vuole vedersi protetta. E non succede. Mai.
*Sì, conosco questa solitudine, gli esercizi di eleganza delle nostre articolazioni*
Ascoltando chiaramente il capolavoro dei Marta sui tubi, "Post"... Sono a casa, ho una tremenda voglia di fumare ma ci sono i miei, ho trentasei sigarette che aspettano di essere accese e aspirate e gettate e calpestate e non posso soddisfare il loro tacito desiderio. Sono stanca, oggi sono stata a Kobarid [ovvero Caporetto], faceva troppo freddo, ho visto foto di freaks di guerra. Non sto bene. E' strano, ma è così; sono risorta e sono contenta delle mie giornate, delle mie settimane, dei miei mesi, eppure c'è sempre qualcosa che pare irritarmi, come un ago che punge a fior di pelle, provocando un fastidio leggero ma insistente. Sono frasi ridondanti, quelle che ho nella testa. Scene patetiche che ,per un giochetto perverso, non riesco a smettere di rivedere. Mi sento divisa, mi vedo doppia, come Alice nello specchio, vedo due parti complementari di me e vorrei che una delle due divenisse preponderante, ma non è così. Mi sento un mucchio di sabbia che non sa decidere se prostrarsi al costante sciabordio delle onde o sottomettersi al costante scudiscio dell'arsura.