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Indirizzo portoghese: il mio blog sul Portogallo (e anche sul futuro Erasmus a Coimbra)

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Scelti dalla vita per la vita 

Utente: narcisadivetro
Piccola narcisa, Ophelia scalza che cammina, aspettando che il suo Fernando Pessoa la riaccompagni a casa tramite il tragitto più lungo. Amo fissare le emozioni, dipingerle, scriverle, fotografarle affinché rimangano strette in me per sempre. "What thou lovest well is thy true heritage" (Ezra Pound)


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The Freewheelin' Jilla
Take me on a trip upon your magic swirlin' ship,
My senses have been stripped, my hands can't feel to grip,
My toes too numb to step, wait only for my boot heels
To be wanderin'.
I'm ready to go anywhere, I'm ready for to fade
Into my own parade, cast your dancing spell my way,
I promise to go under it.
Take me disappearin' through the smoke rings of my mind,
Down the foggy ruins of time, far past the frozen leaves,
The haunted, frightened trees, out to the windy beach,
Far from the twisted reach of crazy sorrow.
Yes, to dance beneath the diamond sky with one hand waving free,
Silhouetted by the sea, circled by the circus sands,
With all memory and fate driven deep beneath the waves,
Let me forget about today until tomorrow.
O sogni o visioni qualcosa la prese e si mise a pensare;

Sentì che era un punto al limite di un continente,

Sentì che era un niente, l'Atlantico immenso di fronte.
E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore. (Fernando Pessoa)
 
domenica, 05 luglio 2009
Allora, già faccio fatica a sopportare i comici, tantomeno gli sfigati di Colorado Cafè, poi scopro pure che mi pigliano per il culo IL FRANCESCONE NAZIONALE, ma direi anche al culo tutto il resto.

Scritto da: narcisadivetro alle ore 00:21 | link | commenti | Categoria:
Io ora mi alzo tardi tutti i giorni, tiro sempre a far mattino,
le carte poi il caffè della stazione per neutralizzare il vino,
ma non ho scuse da portare, non dico più d'esser poeta,
non ho utopie da realizzare: stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta.
Scritto da: narcisadivetro alle ore 00:05 | link | commenti | Categoria:
giovedì, 02 luglio 2009


Mi piace trascorrere ore in diverse librerie e trovare ciò che cerco e qualcosa di inconsueto. Oggi ho incontrato con lo sguardo una copertina, con disegnato un paesaggio che mi è sembrato immediatamente familiare, ma certo, il Patio da Universidade! E' un romanzo ambientato nella Coimbra del Settecento e l'ho trovato in una di quelle librerie che appaiono e scompaiono, di tanto in tanto, biblioteca itinerante di refusi e avanzi di magazzino.
Mi accingo alla visione di Sostiene Pereira.
Scritto da: narcisadivetro alle ore 23:27 | link | commenti | Categoria:
mercoledì, 01 luglio 2009
Tua prigioniera babe, della tua essenza / Per il mio sangue è già, già dipendenza.



Some things are meant to be.
Scritto da: narcisadivetro alle ore 18:18 | link | commenti | Categoria:
domenica, 28 giugno 2009
Falta pouco.

Scritto da: narcisadivetro alle ore 23:57 | link | commenti | Categoria:
sabato, 27 giugno 2009
Dei crocicchi letterari

Ecco, ciò che non mi ha mai delusa: la letteratura. Conoscete bene la mia passione per il Portogallo, ma chi mi legge da anni sa che nutro una forte stima per un altro paese di mare, che per molti aspetti assomiglia al succitato e per altri ne è diverso, ossia la terra culla della cultura, la Grecia. Conosco con una certa dimestichezza gli autori antichi, mentre non sono ferratissima su quelli contemporanei, ma uno che ho avuto modo di incontrare e apprezzare nei miei percorsi cartacei è Konstantinos Kavafis. La sua poesia più nota è Ithàki, una poesia che parla di viaggio e che a un classicista porta alla mente non pochi argomenti.
Ciò di cui mi preme scrivere stasera si riferisce in magna parte a una mia scoperta di ieri mattina, questa



La trama?

Il 21 ottobre 1929 a Trieste, il transatlantico Saturnia naviga verso le Americhe, facendo scalo nei porti del Mediterraneo per imbarcare gli emigranti. Un giovane greco, salito a bordo a Patrasso, sarà il testimone di un incontro inatteso: una notte, su quella nave che veicola i sogni del nuovo Eldorado, avviene un incontro, onirico ma anche molto reale, tra due grandi poeti del secolo scorso, Fernando Pessoa e Constantine Cavafy....

E' incredibile. Io vivo molto vicino a Trieste. Io ho viaggiato via mare da Trieste a Patrasso. C'è un viaggio onirico (mi sovviene immediatamente Tabucchi, ma devo consultarmi con l'esperto) con protagonisti Pessoa e Kavafis, che ignoravano reciprocamente la loro esistenza ma hanno scritto versi così concomitanti da rendere quest'unione mistica e sorprendente, tanto da farmi pensare che quell'acqua che viaggia tra l'estremo oriente e l'estremo occidente europeo deve necessariamente traghettare qualche germe di bellezza.

Mura

Senza riguardo, senza pudore né pietà,
m'han fabbricato intorno erte, solide mura.

E ora mi dispero, inerte, qua.
Altro non penso: tutto mi rode questa dura sorte.

Avevo da fare tante cose là fuori.
Ma quando fabbricavano fui così assente!

Non ho sentito mai né voci né rumori.
M'hanno escluso dal mondo inavvertitamente.

(K. Kavafis)

Lisbon Revisited

Dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
di chi dorme irrequieto, mezzo sognando.
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via.
Non c'è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
Perfino i miei eserciti sognati sono stati sconfitti.
Perfino i miei sogni si sono sentiti falsi nell'essere sognati.
Perfino la vita solo desiderata mi stanca; perfino questa vita...

(Alvaro de Campos)

Scritto da: narcisadivetro alle ore 23:52 | link | commenti | Categoria:

Ieri: "Bisogna chiudere la bocca ai catastrofisti"

Oggi: "Io non ho mai detto di chiudere la bocca agli enti o ai media e se l'ho detto non c'era assolutamente nulla di violento o meno che liberale"


Scritto da: narcisadivetro alle ore 22:58 | link | commenti | Categoria:
venerdì, 26 giugno 2009
Di perché amo il Portogallo

Lo so, non è questo il blog che ho dedicato al Portogallo.
Eppure oggi ho bisogno di scrivere un po' di questa terra. Oggi sono entrata all'Einaudi e ho preso un paio di libri di Saramago, mi ero prefissata da tempo di acquistarli, sono tomi senza i quali non posso davvero partire per il mio viaggio, assieme ovviamente ad altri che già sono entrati da tempo nella mia libreria.
Uno è Viagem a Portugal, già ampiamente leggiucchiato na casa do Soares, ne volevo una copia mia affinché lo possa arricchire con le mie osservazioni, una copia da sgualcire, da trascinare in ogni singola regione lusitana.
L'altro è O ano da morte de Ricardo Reis, mi sono ripromessa da tempo di leggerlo e mi sento in colpa a partire senza averlo affrontato. Sono legata in particolar modo a Ricardo Reis...In realtà potrei pronunciare questa frase per molti degli eteronimi di maggiori spicco... Sono legata al signor de Campos perché l'ho salutato a Tavira, a Soares perché il suo desassossego è il mio, il suo desassossego, sono legata a Reis per Lídia, a Caeiro per la sua vis bucolica e a Pessoa ortonimo per uno sterminato novero di ragioni.
A Reis però dedico un'attenzione particolare, dunque sono curiosa di leggere ciò che Saramago ha da raccontare in proposito.
Sono queste gole di mare che ci legano, è quella comunanza di cui mi hai insegnato, quell'associazione di menti legate da un fil rouge percepibile solo da una stretta cerchia di persone.

Dia após dia a mesma vida é a mesma.
O que decorre, Lídia,
No que nós somos como em que não somos
Igualmente decorre
.
Scritto da: narcisadivetro alle ore 11:54 | link | commenti (1) | Categoria:
giovedì, 25 giugno 2009

Can you hear the drums, Fernando?

Sento il dovere morale di appuntarmi il sogno di stanotte, che appartiene alla sparuta categoria dei "sogni con colonna sonora" (ne faccio raramente). La mia variopinta psiche stanotte ha partorito una specie di video della canzone succitata, ossia Fernando, ovviamente degli ABBA, che sto ascoltando a iosa nell'ultimo periodo.

Inizio del sogno: c'è un concerto di Common (no, dico...COMMON) il 29 giugno in piazza XX settembre, ma io non posso andarci perché il giorno dopo ho l'esame di penale 1 (che è vero, tra l'altro). Alla fine però mi ritrovo lo stesso lì perché sticazzi di penale se c'è Common...Arriva quest'uomo di rara bellezza e fa solo canzoni dell'ultimo album, che non è che ci sia piaciuto tantissimo, ecco. Allora ci stufiamo e ce neandiamo in un locale, una specie di Ben e Jerry's, so che ci troviamo a NYC, su un menu ci sono in copertina i cupcakes, ma sfogliamo l'altro ed è tutto scritto in portoghese e l'insalata russa costa 15 euro all'etto, stiamo per ordinare ma entra il suddetto Lonnie Rashid a scusarsi per la scaletta e noi gli diciamo "Sì vabbè, ma almeno THE GAME potevi farcela". Poi mi ritrovo in un Westfalia rosa e sono diventata Charo (se non sapete chi è Charo, continuerete a non saperlo) e siamo nel 1987 e in tasca ho un pacchetto di sigarette pieno di pezzetti di psillocibe, poi sono di nuovo io e so che c'è un omicidio di mezzo e dico "If I had to do the same again, I would, my friend Fernando" e io ero messa malissimo, tipo Christiane F.

Lonnie I love you anyhow!

 

 

 

Scritto da: narcisadivetro alle ore 08:25 | link | commenti | Categoria:
martedì, 23 giugno 2009
Sempre più vicino

Ora ci sono una data, un'ora, un luogo e un nome: un biglietto di sola andata!


Scritto da: narcisadivetro alle ore 16:18 | link | commenti (1) | Categoria: